Linux: trovare i file più grandi o più piccoli di una certa dimensione

Copertina: trovare i file con dimensione maggiore o minore di una dimensione specificata

Le immagini costituiscono circa il 21% del totale dei dati scaricati per visualizzare una pagina.

Nell’era in cui la velocità di caricamento di un sito è fondamentale il ruolo dell’ottimizzazione delle immagini è sempre più centrale per ottimizzare una pagina web in ottica SEO.

Proprio per questo motivo nei giorni scorsi mi sono trovato a dover cercare tutte le immagini di questo sito che avessero una dimensione eccessiva in modo da poterle comprimere accelerando il caricamento delle pagine.

Se hai mai utilizzato WordPress per creare un blog saprai già che ogni immagine caricata viene salvata all’interno di una cartella con l’anno che al suo interno ne contiene un’altra con il mese (es. /2020/11/myImage.jpg).

Fino a che il numero di immagini è basso si può anche pensare di cercare manualmente i file navigando tutte le cartelle ma dopo anni e anni di file caricati l’idea di passare tutte le cartelle una per una non mi sembrava percorribile. Per questo motivo mi sono messo a cercare se esistesse un modo più furbo di affrontare il problema. Fortunatamente Linux ci viene incontro con un comando da terminale in grado di trovare istantaneamente tutti i file con dimensione maggiore o minore di un peso dato.

Ma prima di mostrarti come fare per trovare tutti i file con una certa dimensione mi presento: sono Lorenzo Millucci e sono un ingegnere del software che ama lavorare con Symfony e a cui piace condividere in questo blog le cose che impara. Iscriviti anche al mio canale Telegram in cui, ogni martedì, commento una notizia curiosa legata al mondo tecnologico!

Trovare tutti i file con dimensione maggiore o minore di un certo valore

Per farlo ti basterà utilizzare un paio di opzioni aggiuntive del comando find.

Ad esempio per trovare tutti i file maggiori di 1Mb all’interno di una cartella (e di tutte le sue sottocartelle) basterà dare il comando:

find . -type f -size +1M

Per specificare la dimensione dei file da cercare puoi passare all’opzione -size le seguenti unità di misura:

  • c per indicare la dimensione in bytes
  • k per indicare la dimensione in Kilobytes
  • M per indicare la dimensione in Megabytes
  • G per indicare la dimensione in Gigabytes

Per esempio, eseguendo il comando sulla cartella con le immagini caricate in questo blog ottengo come risultato:

./2019/06/print_queue.gif
./2020/03/vue3_cover_lm.jpg
./2020/03/IMG_20200402_121709__01.jpg
./2020/05/webpack_performance.jpg
Tutti i file con dimensione maggiore di 1 Mb

NOTA: di default il comando cerca i file includendo anche tutte le sottocartelle. Se vuoi limitare la ricerca alla sola cartella attuale puoi aggiungere al comando l’opzione -maxdepth 1

Se invece avessi voluto trovare tutti i file con dimensione minore di 500Kb avrei dovuto modificare il comando in:

find . -type f -size -500k

Infine se avessi voluto cercare tutti i file compresi tra 500Kb e 1Mb il comando sarebbe stato:

find . -type f -size +500k -size -2M
Tutti i file con dimensione compresa tra 500Kb e 2Mb

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Installare Python 3.9 su Ubuntu 20.04

Visto il successo dell’articolo su come installare Python3.8 su Ubuntu 18.04, ora che è stata da poco rilasciata la versione 3.9 ho pensato di crearne una versione aggiornata per l’ultima LTS disponibile (che di default ha la 3.8).

Le novità introdotte dall’aggiornamento di Python 3.9 le trovi direttamente nell’articolo ufficiale della documentazione.

Ma bando alle ciance e vediamo subito come installarlo su Ubuntu 20.04 sfruttando un PPA aggiuntivo.

Installazione

Per installare subito l’ultimissima versione di Python sul tuo sistema apri il terminale e digita i seguenti comandi:

sudo add-apt-repository ppa:deadsnakes/ppa
sudo apt update
sudo apt install python3.9

NOTA: dallo stesso repository puoi scaricare anche le versioni 3.1, 3.5, 3.6 e 3.7 di Python (la versione 3.8 è quella fornita di default da Ubuntu 20.04)

Non appena l’installazione sarà finita potrai utilizzare la nuovissima versione di Python utilizzando il comando python3.9


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Ubuntu: Installare i driver stampa Samsung (HP)

Samsung Xpress 2070FW

E’ una normale mattina di un giorno infrasettimanale. Come sempre alle 7.00 suona la sveglia ed inizia la routine dei preparativi per andare al lavoro.

Oggi sono stato bravo, ho ben 5 minuti di anticipo sul solito orario di partenza in modo da stampare con calma quel foglio che devo da consegnare al lavoro.

Avvio velocemente il mio notebook con Ubuntu 20.04, apro il documento che mi serve e premo il pulsante di stampa.

Cosa potrebbe mai andare storto?

Si dice che non si debba mai far capire ad una stampante che si ha fretta altrimenti questa si incepperà inesorabilmente.

Legge di Murphy

Questo è quello che tira fuori la stampante:

Eh si, era proprio questo il documento che volevo stampare….

Dannazione!

Ero così felice che Ubuntu avesse riconosciuto subito la stampante senza bisogno di dover intervenire manualmente. E invece anche questa volta è stato necessario installare manualmente i driver.

Ma prima di mostrarti come installare i driver per la stampante mi presento, sono Lorenzo Millucci e sono un ingegnere del software che ama lavorare con PHP e Symfony. Nel tempo libero mi piace condividere in questo blog le cose che imparo. Iscriviti al mio canale Telegram per non perderti nessuna notizia!

Installazione driver

In questo articolo io faccio riferimento all’installazione dei driver per la stampante Samsung Xpress M2070FW su Ubuntu 20.04. Se utilizzi un modello di stampante diverso o se hai una versione differente del sistema operativo la procedura potrebbe cambiare leggermente ma dovrebbe essere comunque valida.

  • Andiamo con ordine, la prima cosa da fare è verificare che la stampante sia accesa e collegata al computer,
  • Dopodiché collegati al sito Samsung/Hp, seleziona il modello della stampante e scarica il pacchetto Unified Linux Driver contenente i driver,
  • Estrai il pacchetto appena scaricato utilizzando il click destro del mouse e selezionando la voce estrai dal menù a tendina. Oppure se preferisci il terminale puoi utilizzare il comando:
tar -zxvf uld_V1.00.39_01.17.tar.gz
  • Spostati all’interno della cartella appena estratta e dai i permessi di esecuzione allo script di installazione utilizzando il comando:
chmod +x ./install.sh
  • Avvia l’installazione con il comando
./install.sh

ATTENZIONE: sarai obbligato a scorrere tutti i termini di servizio di Samsung/Hp prima di poter procedere all’installazione effettiva dei driver. Alla fine delle lunghe paginate di condizioni da accettare ti verrà chiesto di accettarle rispondendo alla domanda **** Do you agree ? [y/n]. Se anche tu stavi tenendo pigiato il tasto invio per scorrere velocemente i termini di servizio ti capiterà di sicuro di saltare questa domanda rifiutando quindi i termini di contratto. Purtroppo in questa situazione l’unica soluzione è riavviare l’installazione da capo.

Accetti i termini di servizio?
Attenzione a non rifiutare l’accettazione dei termini di servizio tenendo premuto invio

Una volta che la procedura sarà terminata potrai andare nelle impostazioni di Ubuntu e aggiungere la stampante seguendo la procedura guidata del sistema operativo.

NOTA: se avevi provato ad aggiungere la stampante prima di installare i driver potresti doverla rimuovere e ri-aggiungere affinché vengano utilizzati i driver appena installati al posto di quelli generici.


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Firefox disattivare la comparsa della barra dei menù quando si preme alt

Io sono un’amante delle scorciatoie da tastiera, quando posso cerco sempre di utilizzarle al posto del mouse. Utilizzando Firefox su Ubuntu però mi sono accorto di un fastidioso effetto collaterale quando premo il tasto alt (ad esempio quando premo alt + tab per cambiare applicazione aperta).

In pratica quello che succede è che nel momento in cui si preme il tasto alt della tastiera Firefox mostra la barra dei menù (che di solito è nascosta) facendo scorrere di qualche pixel la pagina. Questo, oltre ad essere fastidioso e brutto a vedersi, a volte cattura combinazioni di tasti non desiderate abilitando comportamenti “strani” del browser.

Il fastidioso “balletto” della pagina quando si preme il tasto alt

Intanto mi presento, io sono Lorenzo Millucci e sono un software engineer che ama lavorare con Symfony e a cui piace condividere in questo blog le cose che impara. Iscriviti al mio canale Telegram per non perderti nessuna notizia!

Ma ora torniamo sul pezzo e vediamo subito come risolvere il problema utilizzando due differenti modi.

Modifica della configurazione di Firefox (migliore)

Questo, secondo me, è il metodo migliore da seguire per risolvere il problema alla radice andando a modificare la configurazione interna di Firefox.

La prima cosa da fare è digitare about:config nella barra degli indirizzi di Firefox. Si aprirà una pagina in cui Firefox ti avverte dei rischi collegati alle modifiche che è possibile fare dal pannello delle impostazioni avanzate. Per proseguire bisogna premere il pulsante Accetta il rischio e continua.

A questo punto nella barra in alto bisogna inserire la chiave di ricerca ui.key.menuAccessKeyFocuses e cambiare l’impostazione da true a false.

E il gioco è fatto, d’ora in poi non sarà più visualizzata la barra dei menù quando viene premuto il tasto alt.

Modifica al registro di Firefox per modificare il comportamento del tasto alt
Modifica alla configurazione di Firefox

Rendere sempre visibile la barra dei menù

Questo metodo non richiede di entrare nel pannello delle configurazioni avanzate del browser ma si basa sul rendere sempre visibile la barra dei menù grazie alle infinite possibilità di personalizzazione di Firefox. Tuttavia a parer mio, mostrare sempre una barra che occupa spazio verticale su un monitor 16:9 è proprio uno spreco di spazio per cui preferisco il metodo descritto prima.

Per rendere sempre visibile la barra dei menù devi:

  • premere il bottone con l’icona a forma di hamburger (sarebbe quello con le tre linee orizzontali in alto a destra),
  • clickare sulla voce personalizza
  • selezionare barre degli strumenti e mettere la spunta a barre dei menù
Visualizzare sempre la barra dei menù

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FONTE

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Ubuntu 20.04 disponibile al download! 🎉

La mia scrivania

Ubuntu 20.04 Focal Fossa è stato appena rilasciato! Questa è l’ultima versione LTS del famoso sistema operativo open source con supporto fino al 2025.

Bando alle ciance, se non vuoi perdere tempo procedi subito con il download dell’ultima versione tramite il link sottostante:

Novità

Sebbene il rilascio ufficiale sia oggi io è già da un mesetto che lo utilizzo quotidianamente sul mio PC del lavoro senza alcun problema. Per cui di seguito ti mostro le novità dell’ultima fatica di Canonical con qualche commento personale sul mio utilizzo.

NOTA: i miei commenti fanno riferimento al passaggio dalla versione 18.04 alla 20.04. Se hai aggiornato di volta in volta alla 18.10, 19.04 e 19.10 probabilmente avrai già notato alcuni dei cambiamenti che ho riportato.

Iniziamo a parlare dei miglioramenti sotto il cofano. L’ultima versione di Ubuntu utilizza il Kernel 5.4 che, oltre ai soliti miglioramenti alle performance e a migliorare il supporto all’hardware più recente, introduce il supporto nativo ai file system exFAT. Finalmente non sarà più necessario installare pacchetti aggiuntivi per leggere chiavette e memory card.
La mia vecchia guida su come montare i volumi exFat potrà finalmente andare in pensione.

Nonostante il Kernel 5.6 non fosse pronto per il rilascio di Ubuntu, gli sviluppatori di Canonical si sono comunque adoperati per fare il backport di WireGuard anche su Ubuntu 20.04. Per chi non lo conoscesse, WireGuard è un software che permette di connettersi a tunnel VPN senza bisogno di utilizzare tool esterni.

Passiamo ora all’avvio del sistema. Fin dalla pressione del tasto di avvio è possibile accorgersi dei miglioramenti fatti dagli sviluppatori. Infatti è stato introdotto un nuovo splash screen che mostra all’avvio il logo del produttore del computer. Inoltre la velocità di avvio del sistema è stata ulteriormente migliorata grazie all’introduzione di un nuovo algoritmo di compressione (lz4) del kernel e di intramfs.
Sul mio PC Ubuntu ora si avvia veramente in un lampo!

Arrivati alla schermata di accesso del sistema operativo è possibile accorgersi anche di altri piccoli miglioramenti all’usabilità. Innanzitutto non esiste più la “tendina” da trascinare verso l’alto per inserire la password. Gli sviluppatori hanno anche lavorato alla rifinitura della grafica. Ora è possibile vedere dalla schermata di blocco le notifiche arrivate e come background viene utilizzata un versione sfocata dello sfondo del desktop dell’utente.

Inserita la password di accesso, GNOME 3.36 ci accoglie in tutto il suo splendore. Chi proviene da Ubuntu 18.04 apprezzerà fin da subito la maggiore pulizia e la migliore cura dei dettagli nella UI.
Tra i miglioramenti più utili all’usabilità del sistema operativo c’è l’introduzione della modalità non disturbare. Attivando questa modalità tutte le notifiche verranno silenziate. Veramente utilissimo durante le presentazioni e durante le videochiamate di lavoro.

La nuova modalità non disturbare nel centro notifiche

Anche l’app switcher (alt+tab) è stato migliorato. Nella versione precedente di Ubuntu, aprendo due finestre di FireFox queste venivano raggruppate in un unico elemento. Ora invece ogni finestra ha la sua icona nello switcher.
Per me che utilizzo quasi esclusivamente alt-tab per cambiare finestra questa è veramente una manna dal cielo!

Sopra: Il vecchio task switcher che raggruppava i software; Sotto: il nuovo task switcher con un icona per ogni applicazione

Un altro cambiamento è stato fatto all’applicazione Ubuntu Store che è stata rimpiazzato con il più moderno Snap Store. A prima vista potrebbe sembrare quasi la stessa cosa ma a parte il lavoro di bug-fix e di miglioramento generale, il nuovo Snap Store permette di avere delle funzionalità più avanzate (ad esempio è possibile selezionare quale versione del pacchetto installare).

Il nuovo Snap Store permette di selezionare la versione del software installare.

Un altro cambiamento che farà la gioia di chi utilizza monitor 4K è il supporto al fractional scaling. Da ora non sarà più necessario scegliere tra un fattore di scala del 100% o del 200% ma sarà possibile selezionare dei valori intermedi come ad esempio 125% o 150%.

Ma la cosa più bella dell’ultima release di Ubuntu è l’introduzione del tema scuro! Finalmente è possibile modificare con un solo click l’aspetto complessivo del sistema. Da nautilus (per esplorare i file) a gedit (il text editor), dal pannello delle impostazioni a firefox ora tutto il sistema utilizzerà consistentemente i colori scuri.
L’ultima release di Ubuntu è un piacere per gli occhi per me che adoro il tema scuro.

Qualche bug

L’ultima versione di Ubuntu però non è perfetta e nel corso di questo mese ho notato anche qualche bug minore durante il mio utilizzo giornaliero.

Partiamo dal più fastidioso, il tema scuro di gedit rende praticamente illeggibile il testo in quanto, nel momento in cui viene selezionata una riga, questa viene evidenziata di bianco con il testo bianco. L’unica soluzione per aggirare il problema e leggere il testo è selezionare tutto il testo. Speriamo in una patch a breve.

Testo bianco con evidenziazione bianca. Decisamente poco leggibile.

Un’altra piccolezza piuttosto fastidiosa è il fatto che da nautilus non è possibile trascinare con il mouse i file sul desktop. Non capisco se è una scelta di progetto o un bug ma spero che gli sviluppatori di Canonical riescano a risolvere anche questo problema.

Ma il problema più fastidioso è che a volte, quando a fine giornata arresto il sistema, il processo di chiusura del sistema operativo si inchioda ed è necessario attendere diversi minuti prima che si spenga completamente. Sospetto che possa essere un bug legato ai driver proprietari di nvidia ma nulla che non possa essere risolto con una patch.

Ma quindi devo aggiornare?

Secondo me se non fai uso di software particolari puoi aggiornare senza troppi pensieri all’ultima versione per godere di una versione che non rivoluziona il modo di lavoro ma rifinisce vari aspetti del sistema operativo che lo rendono più efficiente e più piacevole da utilizzare.

Se utilizzi un sistema a 32bit tuttavia non potrai aggiornare direttamente ad Ubuntu 20.04 visto che gli sviluppatori hanno deciso di abbandonare questa vecchia architettura per concentrarsi unicamente nello sviluppo del sistema a 64bit.

In ogni caso Ubuntu 18.04 è ancora supportato fino al 2023 per cui se non vuoi rischiare l’aggiornamento o se non sei sicuro che il tuo hardware sia compatibile puoi posporre l’aggiornamento e farlo tranquillamente più avanti nel tempo.


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