Indicizzare un podcast su Google Podcast

Google podcast

Che il 2019 sarebbe stato l’anno dell’audio si sapeva già da un po’. Nei primi 5 mesi d quest’anno un po’ tutti i big della tecnologia hanno iniziato a presentare innovazioni legate al mondo dei podcast.
Tra i tanti non poteva mancare Google che, dopo l’annuncio al Google I/O, da ieri ha finalmente iniziato ad aggiungere ai risultati di ricerca i podcast.

Risultati di ricerca di google per il podcast di The Verge

Come indicizzare il podcast

La prima cosa da fare è verificare che il podcast non sia stato già indicizzato da Google. Per verificarlo ti devi collegare ai Publisher Podcast Tool e provare a generare un link diretto per il tuo podcast inserendo il link al feed RSS del podcast.

Se il link viene generato correttamente non c’è null’altro da fare. I tuoi ascoltatori saranno già in grado di trovare le puntate del podcast all’interno della pagina di ricerca di Google e di ascoltarle utilizzando Google Podcast.

Nel caso il link non venga generato devi verificare che il sito web associato al podcast rispetti le linee guida definite da Google.

Errore: This RSS feed is not currently indexed by Google Podcasts

Se utilizzi una piattaforma come Spreaker o Buzzsprout per distribuire il tuo podcast allora la pagina assegnata alla tua trasmissione rispetta già i requisiti necessari all’indicizzazione da parte di Google. Per cui non devi far altro che aspettare i tempi necessari a Google ad indicizzarle.

Se invece il tuo podcast è ospitato su una tua piattaforma devi accertarti di aderire perfettamente alle linee guida di Google.
In particolare dovrai creare una pagina nel tuo sito che descriva chiaramente le tematiche affrontate nel podcast. Questa pagina dovrà essere linkata nel feed RSS del podcast e dovrai accertarti che all’interno della pagine sia presente il seguente codice:

<link type="application/rss+xml" rel="alternate"
      title="Your Podcast's Name" href="Your podcast's RSS url"/>

Quando aggiungi questo blocco di codice al tuo sito presta la massima attenzione ai seguenti punti:

  • Il codice deve essere incluso solo nella home page del podcast. Non includerlo in tutte le pagine del sito web;
  • Accertati che sia l’unico elemento della pagina ad avere il tag rel="alternate";
  • Verifica che l’attributo title abbia esattamente lo stesso titolo del podcast;

Una volta fatto tutto ciò non ti resta che aspettare che Google indicizzi la tua pagina web. Ogni cambiamento al sito web non avviene istantaneamente, Google può impiegare anche 2-3 settimane prima di iniziare ad indicizzare il tuo podcast. Sfortunatamente non c’è un modo per far sapere a Google dell’esistenza del tuo podcast, ma sono loro che scansionando il tuo sito web ne verranno a conoscenza (esattamente come avviene per le pagine web e le immagini).
Puoi verificare l’effettiva indicizzazione del podcast utilizzando il tool Publisher Podcast Tool.

Hai già aggiunto il tuo podcast all’indice di Google? Puoi farmelo sapere con un commento qui sotto oppure scrivendomi direttamente nel mio canale Telegram oppure scrivendomi direttamente a t.me/lorenzomillucci.

Google Chrome: Disabilitare la richiesta di iscrizione alle notifiche

Richiesta di iscrizione alle notifiche

Richiesta di iscrizione alle notifiche da parte di facebook

Quante volte aprendo una pagina web ti sei dovuto districare tra richieste di iscrizioni alla newsletter, banner pubblicitari invadenti e richieste d’iscrizione alle notifiche prima di poter leggere il contenuto della pagina? A me succede molto più spesso di quanto vorrei.

In questo post ti voglio svelare il metodo per disattivare completamente il pop-up di richiesta di iscrizione alle notifiche di una pagina web utilizzando Google Chrome.

Disattivare le notifiche

Per disattivare il pop-up di richiesta del permesso di inviare le notifiche ti basta aprire Google Chome, premere i tre puntini in alto a destra, e clickare la voce impostazioni. Scorrendo la pagina con tutte le impostazioni del browser, in fondo, dovrai premere il pulsante Avanzate e alla sezione Privacy e sicurezza selezionare la voce Impostazioni sito.

Impostazioni google chrome
Impostazioni -> Avanzate -> Impostazioni sito

A questo punto, premendo la voce Notifiche si aprirà una pagina da cui gestire tutti i siti a cui ti sei iscritto per la ricezione di notifiche. Per disattivare completamente il pop-up di richiesta di iscrizione alle notifiche ti basta disabilitare la voce Bloccato.

disattivazione pop-up notifiche

Rimuovendo la spunta da Bloccato non verrà mai più mostrato il pop-up di richiesta di iscrizione alle notifiche

A questo punto il gioco è fatto, d’ora in poi nessun sito mostrerà più i fastidiosi pop-up di richiesta di iscrizione alle notifiche 🎉️
Leggi questo articolo per sapere come disattivare le notifiche anche sulla versione chromium-based di Microsoft Edge.

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Microsoft Edge: Disabilitare la richiesta di iscrizione alle notifiche (Chromium-powered)

Richiesta di iscrizione alle notifiche da parte di facebook

La possibilità di ricevere notifiche direttamente dai siti che consultiamo frequentemente è decisamente molto utile, tuttavia molte volte mi capita di aprire un sito solo per consultare una singola notizia o leggere un certo contenuto senza che abbia alcun interesse specifico alle notifiche di quel sito.

In questo post ti voglio svelare il metodo per disattivare completamente la richiesta di iscrizione alle notifiche di un sito web utilizzando Microsoft Edge (la versione in sviluppo basata su chromium).

Disattivare le notifiche

Per disattivare il pop-up di richiesta del permesso di inviare le notifiche ti basta aprire Edge, premere i tre puntini in alto a destra, e clickare la voce settings (icona a forma di ingranaggio). Si aprirà la pagina con tutte le impostazioni del browser in cui devi selezionare dal menù di sinistra la voce Site permissions e premere sulla voce Notifications.

Settings -> Site permissions -> Notifications

A questo punto verrà mostrata una pagina da cui puoi visualizzare e gestire i siti a cui hai dato il permesso di mostrare notifiche e quelli a cui invece non l’hai concesso. Per disattivare completamente il pop-up di richiesta di iscrizione alle notifiche ti basta deselezionare la voce Ask before sending.

Rimuovendo la spunta su Ask before sending non verrà mai più mostrato il pop-up di richiesta di iscrizione alle notifiche

A questo punto il gioco è fatto, d’ora in poi nessun sito mostrerà più i fastidiosi pop-up di richiesta di iscrizione alle notifiche 🎉️
Leggi questo articolo per sapere come disattivare le notifiche anche su Google Chrome.

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MilleCloud: OpenVPN impossibile stabilire una connessione

Subito dopo l’installazione di MilleCloud potrebbe capitare che all’avvio del programma venga mostrato il seguente messaggio d’errore:

ATTENZIONE: Si è verificato un errore nell'avvio del servizio OPENVON impossibile stabilire una connessione. Errore numero: -9000

Per risolvere questo problema è sufficiente eseguire il programma come amministratore. Per farlo ti basta fare un click destro sull’icona del programma RRS.NET – RRS.tab , spostarti nella scheda Compatibilità e mettere una spunta nella checkbox Esegui questo programma come amministratore.

D’ora in poi il programma verrà avviato sempre con i massimi privilegi di sistema e non dovrebbe più presentarsi il messaggio d’errore.

Conclusioni

Se questo post ti è stato utile puoi farmelo sapere con un commento qui sotto oppure mandanomi un messaggio direttamente a t.me/lorenzomillucci. Inoltre ti invito ad iscriverti al mio canale Telegram per non perderti nemmeno un post.

Chrome: Installare un certificato SSL self-signed da Ubuntu

Molto spesso durante lo sviluppo di applicazioni web è necessario riprodurre all’interno del proprio PC esattamente lo stesso ambiente che verrà utilizzato poi nel server in produzione. Grazie a Docker è semplice riprodurre in locale la stessa configurazione software utilizzata del server. Tuttavia spesso accade che non si abbia a disposizione un certificato SSL firmato da un autorità valida da sfruttare nell’ambiente locale per cui, provando ad accedere all’applicazione da un browser, si ottiene il messaggio di avviso “la connessione non è privata”.

Con questo post voglio spiegarti come aggiungere un certificato SSL all’archivio utilizzato da Google Chrome in modo da evitare di ricevere i messaggi di errore dal browser.

La connessione non è privata NET:ERR_CERT_AUTHORITY_INVALID

Perché su Linux non basta un doppio click sul file del certificato?

La risposta alla domanda è molto semplice: quando utilizzi una distribuzione Linux, Google Chrome non utilizza lo stesso archivio di certificati del sistema operativo.
Tale scelta da parte degli sviluppatori è stata dettata dal fatto che non esiste un unico software di gestione dei certificati comune a tutto il mondo Linux ma ogni distribuzione implementa un meccanismo differente.
A causa di ciò, mentre su Windows e Mac OS X basta aggiungere con un doppio click un certificato all’archivio del sistema operativo affinché venga automaticamente accettato da Chrome su Linux questa procedura non porta ad alcun risultato.
Infatti su Linux viene utilizzato come gestore dei certificati la libreria Mozilla Network Security Services (NSS). Di conseguenza, per far riconoscere un certificato a Chrome, è necessario aggiungerlo direttamente all’archivio gestito da questa libreria.

Aggiungere il certificato

La prima cosa da fare per poter aggiungere un certificato SSL a Google Chrome è installare certutil. Tramite questo pacchetto è possibile andare ad aggiungere ed a rimuovere i certificati gestiti dalla libreria NSS.
Per installarlo puoi usare il seguente comando da terminale:

sudo apt install libnss3-tools

NOTA: a seconda della versione del sistema operativo questo pacchetto potrebbe essere già incluso all’interno della distribuzione in uso.

Una volta che il pacchetto è stato installato all’interno del sistema, per aggiungere un certificato (con estensione .crt) all’archivio dei certificati puoi utilizzare il seguente comando (ricordandoti di rimpiazzare il placeholder FILE_CRT con il nome effettivo del tuo certificato):

certutil -d sql:$HOME/.pki/nssdb -A -t "P,," -n FILE_CRT -i FILE_CRT

Per verificare che l’aggiunta del nuovo certificato SSL sia andata a buon fine puoi farti restituire la lista di tutti i certificati aggiunti all’archivio NSS utilizzando il seguente comando:

certutil -d sql:$HOME/.pki/nssdb -L

Se tutto sarà andato a buon fine, riavviando Chrome, non dovresti più ricevere il messaggio d’errore riguardante la connessione non privata.

Rimuovere il certificato

Nel caso in cui sia necessario rimuovere il certificato il comando da eseguire è:

 certutil -d sql:$HOME/.pki/nssdb -D -n FILE_CRT  

Fonti:
Documentazione Network Security Services
Documentazione Chromium

Come effettuare l’estrazione dei dati per il rischio cardiovascolare (RCV) in Umbria con Millewin

Cosa serve?

Per poter eseguire l’estrazione dei dati prima di tutto devi accertarti di aver installato l’ultima versione del programma MilleAIR.


Realizzato da Millennium SRL, consente di produrre automaticamente i report al fine di colmare il debito informativo dei Progetti AIR (Accordi Integrativi Regionali) e dei Patti Aziendali (ASL/ULSS).

– MilleAIR

Per scaricare MilleAIR ti basta aprire il sito ufficiale e premere sul bottone di download in basso a destra:

Pagina per lo scaricamento dell’ultima versione di MilleAIR

Una volta terminato il download, l’installazione vera e propria del programma è molto semplice, basterà andare avanti nella procedura premendo il pulsante “avanti”.

Estrazione dei dati

NOTA: la procedura di estrazione dei dati può richiedere qualche minuto, ti consiglio di evitare di farla durante l’orario di ricevimento pazienti.

Una volta avviato il programma ti verrà chiesto di effettuare il login utilizzando le credenziali di accesso a Millewin.

Successivamente devi scegliere quale tipologia di dati vuoi estrarre, per quanto riguarda il rischio cardiovascolare la voce da scegliere è:

Il programma chiederà di selezionare il periodo da considerare per l’estrazione dei dati e poi inizierà l’estrazione vera e propria dei dati.
In base alla quantità dei dati e in base alla potenza di calcolo del PC questa procedura può durare diverso tempo. Di solito su PC di media potenza qualche minuto è sufficiente.

Schermata di riepilogo dell’estrazione

NOTA: premi il bottone “Esporta in Excel” per scaricare sotto forma di tabella un l’elenco dettagliato con tutti i dati estratti per diabetici ed ipertesi.

Analizzare i risultati

La schermata dei risultati ti mostrerà quanti pazienti sono stati estratti per ogni obiettivo.

Prendendo come riferimento gli obiettivi definiti all’interno dell’ Accordo Aziendale Medicina Generale Assistenza Primaria (Anno 2013) i risultati da raggiungere sono:

  • Obiettivo primario ipertesi: ≥ 70% dei pazienti con almeno l’80% dei dati
  • Obiettivo secondario ipertesi: ≥ 70% dei pazienti con almeno il 50% dei dati
  • Obiettivo primario diabetici: ≥ 80% dei pazienti con almeno l’80% dei dati
  • Obiettivo secondario diabetici: ≥ 80% dei pazienti con almeno il 50% dei dati

L’unico modo per sapere la percentuale di raggiungimento dell’obiettivo è quello di prendere la calcolatrice e fare manualmente la proporzione.
Ad esempio, prendendo in considerazione la schermata riportata poco sopra, puoi vedere che su 106 pazienti ipertesi solo 45 hanno almeno l’80% dei dati e cioè poco più del 40% degli utenti ha almeno l’80% dei dati (ben al disotto del 70% necessario per raggiungere l’obiettivo primario e non molto lontano da 50% richiesto per il raggiungimento dell’obiettivo secondario).

Se anche a te non piace perdere tempo a calcolare manualmente le percentuali può farti comodo il foglio di calcolo Excel che ho realizzato. Infatti, copiando i dati ottenuti dalla schermata di riepilogo fornita da MilleAIR all’interno della prima tabella del foglio di calcolo verrà automaticamente calcolata la percentuale di raggiungimento dell’obiettivo.

Nell’immagine sottostante puoi vedere il funzionamento del foglio di calcolo popolato con i dati riportati nell’estrazione di esempio riportata sopra:

Risultato dell’estrazione utilizzando dati di esempio

Installare XAMPP su Ubuntu

Chiunque voglia iniziare a studiare la programmazione web deve affrontare lo step iniziale di creare un ambiente server all’interno del proprio computer. Ciò spesso vuol dire doversi installare e configurare un server Apache, l’interprete PHP e un DBMS per gestire un database.

L’installazione di questi programmi non è di per se difficoltosa ma può richiedere un quantitativo considerevole di tempo e può causare qualche grattacapo agli utenti meno esperti. Proprio per far fronte all’esigenza di avere un ambiente di sviluppo web facile e veloce è nato il software open-source XAMPP.

XAMPP è una distribuzione di Apache completamente gratuita e semplice da installare, contenente MySQL, PHP e Perl.

– sito web di Xampp

Proprio per la sua semplicità di installazione e utilizzo XAMPP è la soluzione software che di solito si consiglia a chiunque voglia avvicinarsi alla programmazione web tramite PHP.

Installazione

La prima cosa da fare, naturalmente, è scaricare il pacchetto di installazione dal sito web ufficiale di XAMPP:

https://www.apachefriends.org/it/index.html

Per procedere all’installazione del pacchetto appena scaricato devi prima di tutto fornirgli i permessi di esecuzione. Puoi farlo aprendo il terminale e, spostandoti nella cartella che contiene il pacchetto, digitando:

chmod +x ./xampp-linux-x64-7.3.2-1-installer.run 

NOTA: nel momento in cui scrivo l’ultima versione di XAMPP disponibile è la 7.3.2-1. Quando verranno rilasciate versioni aggiornate dovrai cambiare il comando inserendo numero della versione che andrai ad utilizzare.

A questo punto sei pronto per avviare l’installazione vera e propria del programma tramite il seguente comando di terminale:

sudo ./xampp-linux-x64-7.3.2-1-installer.run 

Si aprirà una finestra con uno wizard di installazione grafico in cui, per terminare l’installazione, ti sarà sufficiente premere sempre il pulsante avanti.

NOTA: ad un certo punto ti verrà chiesto se vuoi avere maggiori informazioni su bitnami per XAMPP, se non sei interessato puoi tranquillamente levare la spunta dalla checkbox.

Installazione di XAMPP su Ubuntu

Terminata l’installazione, se hai lasciato la spunta su “Launch XAMPP” ti verrà aperta una finestra con il pannello di controllo del programma.

Pannello di controllo di XAMPP

Dal pannello di controllo di XAMPP, andando sulla scheda “Manage Servers” puoi verificare lo stato dei vari servizi che compongono il programma e, nel caso in cui non lo fossero già, avviarli.

Per verificare che il programma stia funzionando correttamente ti basta provare la connessione al server appena creato aprendo un browser e visitando l’indirizzo:

http://localhost/

Se tutto ha funzionato correttamente verrai accolto dalla pagina di benvenuto di XAMPP.

Pagina di benvenuto di XAMPP

Come avviare e arrestare XAMPP

Sfortunatamente l’installer di XAMPP non genera automaticamente un lanciatore per avviare il programma dall’elenco dei software installati. Di conseguenza per avviare XAMPP bisogna ricorrere al terminale utilizzando uno dei seguenti due modi:

  • con il comando sudo /opt/lampp/lampp start che avvierà automaticamente tutti i servizi di XAMPP senza passare per il pannello di controllo grafico.
  • oppure avviando il pannello di controllo utilizzando il comando sudo /opt/lampp/manager-linux-x64.rune poi avviare i servizi di XAMPP dalla scheda “Manage Servers”

Analogamente, per arrestare XAMPP una volta terminato il lavoro, puoi usare uno dei seguenti due modi:

  • con il comando sudo /opt/lampp/lampp stop
  • usando il pannello di controllo di XAMPP, arrestando i servizi manualmente dalla scheda “Manage Servers”

Creazione di una nuova pagina web

Per creare una nuova pagina web da servire mediante il server XAMPP basta creare un nuovo file all’interno della cartella /opt/lampp/htdocs.

Di default questa cartella non è scrivibile dall’utente corrente in quanto appartenente all’utente e al gruppo root.

Per aggiustare i permessi in modo che l’utente corrente possa scrivere all’interno di questa cartella senza che sia necessari utilizzare sudo ogni volta basta usare il seguente comando da terminale:

 sudo chown -R USER_NAME:GROUP_NAME /opt/lampp/htdocs/

Rimpiazzando USER_NAME e GROUP_NAME con il tuo nome utente. Per sapere qual’è il tuo nome utente puoi usare il comando whoami mentre per sapere il nome del gruppo puoi usare il comando id -gn.

Ad esempio nel mio caso sia il nome utente che il nome del gruppo sono esattamente lorenzo per cui il comando che ho digitato è stato:

sudo chown -R lorenzo:lorenzo /opt/lampp/htdocs/

A questo punto, per verificare che tutto funzioni correttamente puoi creare una nuova cartella chiamata test all’interno di /opt/lampp/htdocs/. Per creare la prima pagina web crea un nuovo file chiamato index.html all’interno della cartella e digita all’interno il seguente contenuto:

<html>
<h1>Hello world from XAMPP!</h1>
</html>
Creazione della prima pagina web

A questo punto, se tutto avrà funzionato correttamente, navigando all’indirizzo http://localhost/test/ verrà servita del server web la tua pagina web appena creata.

La prima pagina web servita direttamente da XAMPP

Ti saluto nel nome del Signore – Email truffa

Per la serie “email strane” oggi ho ricevuto un nuovo tentativo di phishing via mail alquanto originale. Di seguito ti riporto il testo della mail:

Caro Amato,
Ti saluto nel nome del Signore
Non riesco a immaginare come ti sentirai ricevere un’improvvisa lettera da un paese remoto nella lontana Costa d’Avorio e probabilmente da qualcuno con cui non sei molto imparentato. Mi appello a voi per esercitare un po ‘di pazienza e leggere la mia lettera che tratta con voi in questa importante transazione
Sono la signora Theresa Han, di 65 anni, in Costa d’Avorio, che soffre di malattie cancerogene. Ero sposato con Sig.Johnson Han che era un appaltatore del governo della Costa d’Avorio prima di morire dopo pochi giorni in ospedale.
Il mio defunto marito depositò la somma di 2,5 milioni (due milioni e cinquecento mila dollari) con una banca in Costa d’Avorio. Ho sofferto di cancro, di recente, il mio medico mi ha detto che ho giorni limitati per vivere a causa dei problemi cancerogeni di cui soffro. Voglio sapere se posso fidarmi di te per utilizzare questi fondi per beneficenza / orfanotrofi e il 20 per cento sarà per te come risarcimento.
Ho preso questa decisione perché non ho figli che erediteranno questo denaro e i miei parenti di marito sono borghesi e persone molto benestanti e non voglio che mio marito guadagni soldi per essere usato impropriamente.
Vi prego di contattarmi, in modo che vi fornisca maggiori dettagli e qualsiasi ritardo nella vostra risposta mi darà spazio nell’acquisire un’altra persona buona per questo stesso scopo.
In attesa della tua risposta urgente Con Dio tutte le cose sono possibili.
La tua sorella in Cristo,
Signora Theresa Han

Il meccanismo con cui il truffatore cerca di carpire i tuoi dati è quanto di più banale ci sia: un parente molto ricco muore (chissà perchè proprio in costa d’avorio) e decide di lasciare a noi un ingente quantità di denaro.

Solitamente in questi casi, per ricevere il denaro promesso, ci verrà richiesto di confermare le nostre coordinate bancarie mandando prima un bonifico al truffatore il quale, una volta ricevuti i soldi, sparirà dalla faccia della terra.

Come sempre il consiglio in questi casi è quello di cancellare la mail e di passare tranquillamente oltre.

Come aggiornare l’LTS enablement stack (HWE) ad Ubuntu 18.04.3

AGGIORNAMENTO (8 Ago 2019): Oggi è stata rilasciata la versione 18.04.3 di Ubuntu. Qui trovi il comunicato ufficiale. Se hai installato Ubuntu 18.04 puoi seguire la guida per aggiornare l’HWE alla versione 18.04.3, se hai installato la 18.04.2 riceverai automaticamente l’HWE nuovo con gli update di sistema.

La seconda point release di Ubuntu (18.04.2) è stata appena rilasciata! Questo aggiornamento non introduce alcuna novità sostanziale ma include le ultime patch di sicurezza, vari aggiornamenti alle applicazioni di sistema oltre che bugfix minori vari.
Per sapere tutte le migliorie apportate da Ubuntu 18.04.2 puoi visitare la pagina della documentazione dedicata.

Perché una point release?

Il team di Ubuntu periodicamente rilascia delle immagini ISO aggiornate del sistema operativo in modo che chi installa il sistema per la prima volta non sia costretto a scaricare fin dal primo avvio migliaia di aggiornamenti arretrati.

Cos’è un LTS hardware enablement stack (HWE)

Con il rilascio della seconda point release di Ubuntu gli sviluppatori gli sviluppatori del sistema operativo includono una nuova versione del kernel e uno stack grafico aggiornato. Ciò, tra le altre cose, permette di migliorare la compatibilità di Ubuntu con il nuovo hardware che dovesse essere rilasciato rispetto alla prima release. Queste modifiche al cuore del sistema operativo prendono il nome di Hardware Enablement Stack (HWE).

Siccome queste modifiche coinvolgono parti molto delicate del sistema operativo e possono compromettere la stabilità del computer, il team di Ubuntu ha stabilito che solo gli utenti che installano il sistema operativo partendo da Ubuntu 18.04.2 abbiano il nuovo HWE abilitato di default.
Di conseguenza, gli utenti che dovessero aver installato Ubuntu 18.04 o 18.04.1 prima di questa point release continueranno a ricevere tutti gli aggiornamenti del sistema operativo ma non verranno migrati automaticamente al nuovo HWE.

Ubuntu 18.04.2 installato nel mio PC

Aggiornare HWE su installazioni precedenti alla 18.04.2

Mentre gli utenti che installano Ubuntu partendo dalla 18.04.2 hanno il nuovo HWE abilitato di default, gli utenti che dovessero aver installato Ubuntu in precedenza possono aggiornare manualmente l’HWE tramite il seguente comando:

sudo apt install --install-recommends linux-generic-hwe-18.04 xserver-xorg-hwe-18.04 xwayland-hwe-18.04

Per sapere se stai già utilizzando l’ultimo enablement stack puoi utilizzare questo comando:

 hwe-support-status --verbose 

Conclusioni

Ad oggi ho già aggiornato il computer fisso di casa al nuovo HWE riscontrando un leggero aumento delle prestazioni e della reattività nell’utilizzo dei programmi più comuni.
Il vero banco di prova del nuovo aggiornamento sarà il Dell XPS 13 che utilizzo al lavoro. Visto che sto riscontrando alcuni problemi nell’utilizzo quotidiano di questo portatile non appena avrò un po’ di tempo libero proverò a vedere se l’aggiornamento del kernel riesce a sistemarli. Chiaramente riporterò in questo post come andrà a finire.

Per altre informazioni sull’enablement stack ti rimando alla documentazione ufficiale di Ubuntu.

Problem Steps Recorder: Windows ti aiuta quando ti chiama l’amico con problemi al PC

Ciao! Come stai? Tutto bene? Senti ho un problema con il PC non è che hai due minuti per darmi una mano?

– Generico amico al telefono

Abbiamo tutti almeno un amico che alla prima difficoltà con il PC alza la cornetta e ci chiama per chiedere aiuto.

Quando l’amico in questione ci chiama il 90% delle volte è praticamente impossibile capire dalla descrizione del problema quali sono le cause e come sia possibile risolvere.

Tipicamente, quando chiedo: “spiegami bene qual’è il problema” ottengo quasi sempre risposte vaghe del tipo: “bo, si blocca” oppure “il computer mi odia e non fa esattamente quello che voglio“.
Chiaramente con risposte del genere non c’è verso di sbloccare la situazione e quindi si ricorre alla soluzione classica adottata da tutti gli informatici: spegnere e riaccendere.

Molte volte basterebbe avere una descrizione più particolareggiata del problema per poter fornire all’amico in questione una risposta più specifica riguardante il suo problema attuale.

Fortunatamente Microsoft ha pensato a tutti noi che dobbiamo cercare di risolvere problemi agli amici facendo un vero e proprio interrogatorio per cercare di carpire quanti più indizi possibili per identificare la natura del problema.
Infatti, da Windows 7 in poi, è stato inserito all’interno del sistema operativo uno software chiamato Problem Steps Recorder (PSR).
Tramite questo software possiamo registrare automaticamente una serie screenshot che seguano tutte le azioni compiute dall’utente fino ad arrivare al problema in questione.

Dove trovare questo PSR

La parte più difficile a questo punto è spiegare all’amico bisognoso di aiuto dove trovare questo tool e come avviarlo.
Per qualche oscuro motivo Microsoft ha deciso di non rendere ben visibile questo strumento all’interno dei menù di Windows per cui, prima di poterlo usare, devi fornire all’utente delle indicazioni specifiche su come trovarlo.

Ci sono almeno due modi per avviare Problem Steps Recorder:

  • Il primo metodo (secondo me più facile) è aprire il menù start e digitare “psr.exe”
Aprire il menu start e ricercare psr.exe
  • Il secondo metodo consiste nell’aprire il menù start e cercare “registrazione azioni utente”
Aprire il menu start e ricercare registrazione azioni utente

Avviare la registrazione

Una volta aperto il software, utilizzarlo è veramente molto semplice. Infatti comparirà una piccola finestra in cui sono contenuti il pulsante per avviare la registrazione degli screenshot e quello per interromperla.

Registrazione azioni utente in esecuzione

NOTA: di default vengono memorizzati solo gli ultimi 25 screenshot. Se fosse necessario acquisire serie di schermate più lunghe, prima di iniziare l’acquisizione, devi aprire le impostazioni (premendo il triangolo nero sulla destra del software) e aumentare il numero di screenshot che verranno acquisiti.

Una volta terminata la registrazione degli screenshot si aprirà una schermata riepilogativa con tutte le schermate catturate e con i dettagli di ogni azione compiuta dall’utente.

Schermata di riepilogo con tutti gli screenshot acquisiti

A questo punto non resta che salvare il tutto e farselo inviare.

NOTA: la registrazione viene salvata in formato .MHT che sfortunatamente è apribile solo da Internet Explorer. Se l’amico in questione è sufficientemente autonomo puoi chiedergli di aprire il file sul suo PC e di esportarlo in PDF utilizzando la stampante “print to pdf” di Microsoft. In alternativa puoi anche farti mandare il file così com’è ed utilizzare un servizio online come questo per convertirlo in pdf.

Conclusione

Registrazione azioni utente è uno di quegli strumenti nascosti di Windows che può farti risparmiare diverso tempo ogni volta che ti chiamano dicendo “mi si blocca il PC”. Io da quando ho conosciuto questo software ho iniziato a farne un utilizzo veramente intensivo.
Per quella che è stata la mia esperienza, molte volte la parte più difficile è spiegare inizialmente come trovare e come utilizzare questo programma. Ma una volta familiarizzato con questo strumento mi è capitato anche che qualche amico mi chiamasse dicendo: “Ciao. Ho un problema con il PC, ti ho appena mandato la registrazione per mail“. Notevole, no?

Ho aperto un canale Telegram per questo blog, seguimi per non perderti nemmeno un post e per poter parlare direttamente con me! 😉

Fonte