Windows 10: come rimuovere l’icona “Riunione Immediata” dalla barra delle applicazioni

Windows 10 è un ottimo sistema operativo ma non sopporto l’idea di Microsoft di riempirlo di ogni sorta di pubblicità ai propri servizi.

“Riunione Immediata” è una funzione che sicuramente sarà molto utile a tutte quelle persone che hanno necessità di avviare una video-chiamata con pochi click ma a me disturba l’anima vedere un’icona indesiderata nella barra delle applicazioni.

Soprattutto perché non ho richiesto io di avere quell’applicazione ma me la sono trovata con gli aggiornamenti di sistema.

La mia reazione alla nuova icona

Ecco perché non appena ho visto la nuova icona nella barra ho subito cercato di capire come rimuoverla.

Ma prima di mostrarti come rimuovere dalla vista l’icona mi presento: sono Lorenzo Millucci e sono un ingegnere del software che ama lavorare con Symfony e a cui piace condividere in questo blog le cose che impara. Iscriviti anche al mio canale Telegram in cui, ogni martedì, commento una notizia curiosa legata al mondo tecnologico!

Come rimuovere l’icona “Riunione Immediata”

Fortunatamente rimuovere l’icona dalla barra delle applicazioni è semplicissimo ed esistono almeno due modi per farlo.

Un primo metodo pressoché istantaneo consiste nel fare click destro sull’icona e selezionare Nascondi dal menù.

Nascondi l’icona con un paio di click

L’altro modo è un po’ più lungo ma ugualmente efficace e prevede i seguenti passaggi:

  • Aprire il pannello con le Impostazioni
  • Selezionare la voce Personalizzazione
  • Selezionare la voce Barra delle applicazioni dal menù di sinistra
  • Selezionare la voce Seleziona le icone da visualizzare sulla barra delle applicazioni
  • Deselezionare Riunione immediata
Andare sul pannello di controllo è un po’ più lungo da fare ma ugualmente efficace

Nel caso in cui voglia riattivare l’icona nella barra delle applicazioni devi seguire la procedura appena descritta e abilitare la voce Riunione immediata.


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Linux: trovare i file più grandi o più piccoli di una certa dimensione

Copertina: trovare i file con dimensione maggiore o minore di una dimensione specificata

Le immagini costituiscono circa il 21% del totale dei dati scaricati per visualizzare una pagina.

Nell’era in cui la velocità di caricamento di un sito è fondamentale il ruolo dell’ottimizzazione delle immagini è sempre più centrale per ottimizzare una pagina web in ottica SEO.

Proprio per questo motivo nei giorni scorsi mi sono trovato a dover cercare tutte le immagini di questo sito che avessero una dimensione eccessiva in modo da poterle comprimere accelerando il caricamento delle pagine.

Se hai mai utilizzato WordPress per creare un blog saprai già che ogni immagine caricata viene salvata all’interno di una cartella con l’anno che al suo interno ne contiene un’altra con il mese (es. /2020/11/myImage.jpg).

Fino a che il numero di immagini è basso si può anche pensare di cercare manualmente i file navigando tutte le cartelle ma dopo anni e anni di file caricati l’idea di passare tutte le cartelle una per una non mi sembrava percorribile. Per questo motivo mi sono messo a cercare se esistesse un modo più furbo di affrontare il problema. Fortunatamente Linux ci viene incontro con un comando da terminale in grado di trovare istantaneamente tutti i file con dimensione maggiore o minore di un peso dato.

Ma prima di mostrarti come fare per trovare tutti i file con una certa dimensione mi presento: sono Lorenzo Millucci e sono un ingegnere del software che ama lavorare con Symfony e a cui piace condividere in questo blog le cose che impara. Iscriviti anche al mio canale Telegram in cui, ogni martedì, commento una notizia curiosa legata al mondo tecnologico!

Trovare tutti i file con dimensione maggiore o minore di un certo valore

Per farlo ti basterà utilizzare un paio di opzioni aggiuntive del comando find.

Ad esempio per trovare tutti i file maggiori di 1Mb all’interno di una cartella (e di tutte le sue sottocartelle) basterà dare il comando:

find . -type f -size +1M

Per specificare la dimensione dei file da cercare puoi passare all’opzione -size le seguenti unità di misura:

  • c per indicare la dimensione in bytes
  • k per indicare la dimensione in Kilobytes
  • M per indicare la dimensione in Megabytes
  • G per indicare la dimensione in Gigabytes

Per esempio, eseguendo il comando sulla cartella con le immagini caricate in questo blog ottengo come risultato:

./2019/06/print_queue.gif
./2020/03/vue3_cover_lm.jpg
./2020/03/IMG_20200402_121709__01.jpg
./2020/05/webpack_performance.jpg
Tutti i file con dimensione maggiore di 1 Mb

NOTA: di default il comando cerca i file includendo anche tutte le sottocartelle. Se vuoi limitare la ricerca alla sola cartella attuale puoi aggiungere al comando l’opzione -maxdepth 1

Se invece avessi voluto trovare tutti i file con dimensione minore di 500Kb avrei dovuto modificare il comando in:

find . -type f -size -500k

Infine se avessi voluto cercare tutti i file compresi tra 500Kb e 1Mb il comando sarebbe stato:

find . -type f -size +500k -size -2M
Tutti i file con dimensione compresa tra 500Kb e 2Mb

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Millewin: estrarre l’elenco degli ultimi pazienti visitati

Logo: millewin - estrarre l'elenco degli ultimi pazienti visitati

Visto il recente aumento di casi di COVID-19 può tornare utile avere un elenco di tutti i pazienti incontrati nello studio in un certo arco di tempo.

Per farlo basta eseguire una query da Millewutilità nel seguente modo:

  1. Aprire Milleutilità
  2. Aprire il menù Statistiche e selezionare Impostazione Estrazioni SQL Personali
  3. Aggiungere il codice SQL
    Premendo il pulsante Nuovo creare una nuova estrazione chiamata Ultimi contatti e incollare nel campo Comando SQL il codice riportato sotto. Una volta fatto salvare il tutto con il bottone Salva
  4. Eseguire l’estrazione
    Premere il tasto Applica per eseguire l’estrazione. Il programma chiederà su quali dati eseguire l’estrazione. In questo passo è importante selezionare l’intervallo di date di interesse su cui eseguire la query. Una volta deciso, proseguire con il comando Avanti.
    Si aprirà una nuova schermata da cui è possibile eseguire l’estrazione mediante il pulsante Esegui posto in alto a destra.
  5. Salvare i dati in formato Excel
    A seconda dell’intervallo di date selezionato e del numero di accessi allo studio medico il programma potrebbe impiegare più o meno tempo a fornire l’elenco di tutti i pazienti incontrati. Una volta che il processo di estrazione è terminato è possibile esportare i dati in formato Excel mediante il pulsante Salva in alto a sinistra.

Di seguito è riportato il codice da inserire nel campo Comando SQL descritto al punto 3:

select
	data_contatto,
	ora_contatto,
	cognome,
	nome,
	codfiscale,
	datanasc,
	tipo
from
	v_contatti
order by
	data_contatto,
	ora_contatto

BONUS: estrarre i pazienti con più contatti in un dato periodo

Facendo delle piccole modifiche alla query riportata poco sopra è possibile ripetere lo stesso procedimento per ottenere il numero di volte che un paziente di è presentato allo studio in un determinato intervallo di tempo. Per farlo la query da eseguire è la seguente:

select
	cognome,
	nome,
	codfiscale,
	tipo,
	count(*) as totale_contatti
from
	v_contatti
group by
	cognome, 
	nome,
	codfiscale,
	tipo
order by
	cognome,
	nome

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Installare Python 3.9 su Ubuntu 20.04

Visto il successo dell’articolo su come installare Python3.8 su Ubuntu 18.04, ora che è stata da poco rilasciata la versione 3.9 ho pensato di crearne una versione aggiornata per l’ultima LTS disponibile (che di default ha la 3.8).

Le novità introdotte dall’aggiornamento di Python 3.9 le trovi direttamente nell’articolo ufficiale della documentazione.

Ma bando alle ciance e vediamo subito come installarlo su Ubuntu 20.04 sfruttando un PPA aggiuntivo.

Installazione

Per installare subito l’ultimissima versione di Python sul tuo sistema apri il terminale e digita i seguenti comandi:

sudo add-apt-repository ppa:deadsnakes/ppa
sudo apt update
sudo apt install python3.9

NOTA: dallo stesso repository puoi scaricare anche le versioni 3.1, 3.5, 3.6 e 3.7 di Python (la versione 3.8 è quella fornita di default da Ubuntu 20.04)

Non appena l’installazione sarà finita potrai utilizzare la nuovissima versione di Python utilizzando il comando python3.9


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GitHub: caricare tutti i diff con un solo click

In un mondo ideale tutte le pull requests (PR) dovrebbero essere piccole e concise non arrivando mai a superare le 200-300 righe di diff. Spezzare il lavoro in piccoli task, infatti, permetti di semplificare la vita al collega che dovrà fare la code-review prima del merge del codice.

Adoro i diff piccoli

Sfortunatamente nel mondo reale non sempre è possibile mantenere le PR di dimensioni accettabili. Soprattutto quando è necessario rilasciare in produzione nuove funzionalità può capitare che non si riesca a spezzarle in rilasci più piccoli.

La pull request che non vorrei mai incontrare

Quando capitano mostri del genere GitHub, per ovvie ragioni di performance, non mostra il diff completo ma richiede di caricare in maniera asincrona i file da rivedere.

Il famigerato bottone “Load Diff”

Quando è necessario fare le review di Pull Request del genere cliccare il pulsante “Load Diff” per ogni file modificato può diventare il peggior nemico del tunnel carpale.

Ma prima di vedere come risolvere questo problema mi presento, sono Lorenzo Millucci e sono un ingegnere del software che ama lavorare con PHP e Symfony. Nel tempo libero mi piace condividere in questo blog le cose che imparo. Iscriviti al mio canale Telegram per non perderti nessuna notizia!

Aprire tutti i diff insieme

Per salvare il tunnel carpale da una montagna di click sul pulsante “Load diff” fortunatamente ci vengono incontro due righe di JavaScript:

document.querySelectorAll('.load-diff-button').forEach(node => node.click())

Ti basterà incollarle nella console degli strumenti per sviluppatori per far si che vengano automaticamente clickati tramite JavaScript tutti i pulsanti “Load Diff”.

Et voilà, il gioco è fatto!

Tip: memorizzare lo script in Chrome/Edge

Si, lo so, è una sola riga di codice. Potrei anche memorizzarla…. Ma se non fossi pigro non avrei mai fatto lo sviluppatore. Ecco perché ho trovato un modo che permetta di utilizzare questo script sfruttando una funzione poco nota di Chrome e Edge: i Frammenti (o Snippets in inglese).

Se ti capita di dover digitare continuamente le stesse righe di codice all’interno della console del browser puoi pensare di salvarle all’interno di un frammento. Infatti memorizzandole in un frammento potrai eseguirle all’interno di qualunque pagina utilizzando direttamente gli strumenti del browser.

La prima cosa da fare per creare un nuovo Frammento è aprire gli strumenti per sviluppatori, spostarti nella sezione Origini (Sources in inglese) e da li selezionare Frammenti (Snippets) e premere su Nuovo frammento (New snippet).

Il browser a questo punto ti chiederà di assegnare un nome al nuovo script e di definirne il contenuto.

Ritornando all’obiettivo dell’articolo, per automatizzare l’apertura dei diff ho creato un nuovo frammento chiamato GitHub PR in cui ho incollato lo script riportato sopra.

Aggiunta di un nuovo frammento

Una volta salvato il frammento, per richiamarlo all’interno di una pagina basterà aprire nuovamente gli strumenti per sviluppatori e premere Ctrl+O per aprire l’elenco dei comandi e digitare le iniziali dello Snippet appena salvato precedute dal simbolo ! (ad esempio nel mio caso il comando sarebbe !GitHub PR)

Esecuzione di un frammento memorizzato

Facendo click sul nome del frammento questo verrà eseguito dal browser e, nel caso in questione, tutti i diff verranno caricati in una sola volta.


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Fonte

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