Il mio 2020 in review

Il 2020 è stato un anno strano. Per tutti. La pandemia ha sconquassato le nostre vite in modi che non avremmo mai pensato.

Per quanto mi riguarda, tra le varie rivoluzioni portate dalla COVID-19, quella che mi ha impattato di più è stata probabilmente lo sdoganamento dello smart-working.
Se da una parte mi sono reso conto che non è assolutamente richiesta la presenza in ufficio tutti i giorni, dall’altra parte il non vedere i colleghi per lunghi periodi mi ha fatto sentire un po’ più solo e ha reso il luogo di lavoro un po’ più asettico riducendo le interazioni con i colleghi a poche righe su una chat.
Credo che solo recentemente abbia raggiunto un giusto compromesso andando 2 giorni alla settimana in ufficio.

In ogni caso il tempo risparmiato sugli spostamenti da e verso l’ufficio mi ha permesso di dedicarmi maggiormente alle mie passioni e di approfondire maggiormente lo studio del tema della sicurezza informatica (di cui ho anche scritto su queste pagine: qui e qui).

Visto che ormai l’anno volge al termine approfitto di questo post per fare il punto della situazione guardandomi indietro in modo da tirare le somme.

SPOILER: pensavo che quest’anno fosse andato molto peggio, scrivere questo post mi ha fatto pensare che tutto sommato non è andato troppo male.

Blog

Il blog quest’anno è stato fonte di molte soddisfazioni. Ho pubblicato 24 articoli in 12 mesi riuscendo a mantenere la media di almeno un articolo a mese che mi ero prefisso.

Ci tengo a ringraziare uno per uno i 21mila lettori che hanno consultato ben 28mila pagine di questo blog. Siete stati fantastici!

Vorrei anche dare un abbraccio (Covid permettendo) ai circa 60 di voi che hanno speso un minuto per lasciare un commento.

Infine vorrei poter offrire un caffè ai 16 eroi che seguono il mio canale telegram!

Grazie. Davvero.

YouTube

Quest’anno ho provato anche a pubblicare un video tutorial su YouTube. Non avevo particolari aspettative visto l’enorme imbarazzo che ho provato nel registrarlo eppure vedo che nel momento in cui scrivo sta per raggiungere le 300 visualizzazioni. Risultato del tutto inaspettato ma assai apprezzato!

Open source

Anche quest’anno ho dedicato un po’ del mio tempo libero a fare qualche piccolo contributo al mondo open source. In particolare ho fatto un piccolo contributo a Symfony, qualche miglioramento al portale developers.italia.it e all’estensione per Firefox Share Backported. Non è molto ma mi consola sapere che è meglio di niente.

Musica

Per me la musica è tutto. La ascolto ogni mattina mentre mi preparo, la ascolto mentre vado al lavoro e la ascolto persino mentre lavoro. Di frequente mi sveglio anche canticchiando qualche motivetto nella testa. E il mio fidato compagno di ascolti è Spotify che quest’anno segna ben 75600 minuti di ascolto!

Il mio 2020 su Spotify

Libri

Nel corso dell’anno ho comprato ben 17 libri ma sono riuscito a leggerne solo 11. L’anno era partito alla grande per cui “grazie” al primo lockdown ho dedicato veramente molto tempo a leggere e poi mi sono perso. E quindi anche quest’anno mi confermo come malato di “tsundoku” (parola giapponese che indica l’accumulo di libri non letti).

Tra i libri che mi sono piaciuti di più quest’anno annoverano sicuramente Factfulness e Advanced Web Application Architecture.

Factfulness è un libro sui bias cognitivi che affliggono ognuno di noi. Il libro si apre con 13 domande di cultura generale per il lettore. Tirando puramente a caso se ne dovrebbero indovinare circa 4. Io invece ne ho indovinate appena 2. Come mai? Perché il nostro cervello è nato come strumento per evitare pericoli immediati e quindi tende a tirare conclusioni frettolose e quindi semplicistiche.

Consiglio a chiunque di leggere questo libro per avere una visione del mondo basata sui fatti e non sulle percezioni (sbagliate).

Il secondo libro, Advanced Web Application Architecture, è un manuale tecnico sulla progettazione e sull’implementazioni di applicazioni web. Se il tuo obiettivo è scrivere codice pulito, riusabile e indipendente dal framework utilizzato questo libro è una lettura obbligata.

Videogames

Per la prima volta da anni il backlog si accorcia. Nel corso dell’anno ho acquistato 9 nuovi giochi ma sono riuscito a finirne ben 11!

Parte del merito è sicuramente del tempo risparmiato sulle trasferte casa-lavoro. Inoltre anche l’abbonamento all’xbox game pass mi ha permesso di giocare di più acquistando di meno.

Se dovessi scegliere il miglior gioco dell’anno tra quelli che ho giocato penso che darei l’ambitissimo premio a… Quantum Break!

Quantum Break è un gioco fantascientifico dove si mischiano alle sezioni di gioco vere e proprie delle parti girate da attori in carne ed ossa come se fosse una serie TV.
Tutta la trama gira attorno ad un evento per cui “si rompe” il normale scorrere del tempo e a cui il protagonista dovrà porre rimedio. La cosa favolosa è che gli sviluppatori si sono affidati ad un ex scienziato del CERN per rendere gli eventi del gioco coerenti con le più moderne teorie di fisica quantistica.

Se avete una quindicina di ore da dedicare ad un gioco ve lo consiglio veramente! (Ed è pure incluso nel game pass :D)

PS: Spero che venga rilasciato al più presto un sequel in grado di chiarire alcune domande lasciate in sospeso dal titolo.

E per il 2021?

Per il nuovo anno l’idea è quella di mantenere la direzione intrapresa nel 2020 ma non voglio stare a definire piani che poi non riuscirò mai a mantenere (mi conosco troppo bene). L’unica cosa che mi sento di dire con certezza è che manterrò la pubblicazione di almeno un post al mese su questo blog e che continuerò a pubblicare ogni martedì una riflessione sul mondo tecnologico sul mio canale telegram.

Visto il buon risultato raggiunto quest’anno vorrei buttarmi maggiormente su YouTube ma l’imbarazzo di parlare di fronte ad una videocamera non è facile da superare. Ma mai dire mai.

Se hai letto fino a questo punto non mi rimane altro che ringraziarti per la pazienza e augurarti un grandioso nuovo anno!


Com’è andato il tuo 2020? Se ti va di scambiare due chiacchiere lascia pure un commento qui sotto oppure scrivimi direttamente a t.me/lorenzomillucci.
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Immagine di copertina by @giusugar

Software engineer presso Slope.
Appassionato di videogame, nel tempo libero mi diletto a scrivere su questo blog.
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Ubuntu 20.04 disponibile al download! 🎉

La mia scrivania

Ubuntu 20.04 Focal Fossa è stato appena rilasciato! Questa è l’ultima versione LTS del famoso sistema operativo open source con supporto fino al 2025.

Bando alle ciance, se non vuoi perdere tempo procedi subito con il download dell’ultima versione tramite il link sottostante:

Novità

Sebbene il rilascio ufficiale sia oggi io è già da un mesetto che lo utilizzo quotidianamente sul mio PC del lavoro senza alcun problema. Per cui di seguito ti mostro le novità dell’ultima fatica di Canonical con qualche commento personale sul mio utilizzo.

NOTA: i miei commenti fanno riferimento al passaggio dalla versione 18.04 alla 20.04. Se hai aggiornato di volta in volta alla 18.10, 19.04 e 19.10 probabilmente avrai già notato alcuni dei cambiamenti che ho riportato.

Iniziamo a parlare dei miglioramenti sotto il cofano. L’ultima versione di Ubuntu utilizza il Kernel 5.4 che, oltre ai soliti miglioramenti alle performance e a migliorare il supporto all’hardware più recente, introduce il supporto nativo ai file system exFAT. Finalmente non sarà più necessario installare pacchetti aggiuntivi per leggere chiavette e memory card.
La mia vecchia guida su come montare i volumi exFat potrà finalmente andare in pensione.

Nonostante il Kernel 5.6 non fosse pronto per il rilascio di Ubuntu, gli sviluppatori di Canonical si sono comunque adoperati per fare il backport di WireGuard anche su Ubuntu 20.04. Per chi non lo conoscesse, WireGuard è un software che permette di connettersi a tunnel VPN senza bisogno di utilizzare tool esterni.

Passiamo ora all’avvio del sistema. Fin dalla pressione del tasto di avvio è possibile accorgersi dei miglioramenti fatti dagli sviluppatori. Infatti è stato introdotto un nuovo splash screen che mostra all’avvio il logo del produttore del computer. Inoltre la velocità di avvio del sistema è stata ulteriormente migliorata grazie all’introduzione di un nuovo algoritmo di compressione (lz4) del kernel e di intramfs.
Sul mio PC Ubuntu ora si avvia veramente in un lampo!

Arrivati alla schermata di accesso del sistema operativo è possibile accorgersi anche di altri piccoli miglioramenti all’usabilità. Innanzitutto non esiste più la “tendina” da trascinare verso l’alto per inserire la password. Gli sviluppatori hanno anche lavorato alla rifinitura della grafica. Ora è possibile vedere dalla schermata di blocco le notifiche arrivate e come background viene utilizzata un versione sfocata dello sfondo del desktop dell’utente.

Inserita la password di accesso, GNOME 3.36 ci accoglie in tutto il suo splendore. Chi proviene da Ubuntu 18.04 apprezzerà fin da subito la maggiore pulizia e la migliore cura dei dettagli nella UI.
Tra i miglioramenti più utili all’usabilità del sistema operativo c’è l’introduzione della modalità non disturbare. Attivando questa modalità tutte le notifiche verranno silenziate. Veramente utilissimo durante le presentazioni e durante le videochiamate di lavoro.

La nuova modalità non disturbare nel centro notifiche

Anche l’app switcher (alt+tab) è stato migliorato. Nella versione precedente di Ubuntu, aprendo due finestre di FireFox queste venivano raggruppate in un unico elemento. Ora invece ogni finestra ha la sua icona nello switcher.
Per me che utilizzo quasi esclusivamente alt-tab per cambiare finestra questa è veramente una manna dal cielo!

Sopra: Il vecchio task switcher che raggruppava i software; Sotto: il nuovo task switcher con un icona per ogni applicazione

Un altro cambiamento è stato fatto all’applicazione Ubuntu Store che è stata rimpiazzato con il più moderno Snap Store. A prima vista potrebbe sembrare quasi la stessa cosa ma a parte il lavoro di bug-fix e di miglioramento generale, il nuovo Snap Store permette di avere delle funzionalità più avanzate (ad esempio è possibile selezionare quale versione del pacchetto installare).

Il nuovo Snap Store permette di selezionare la versione del software installare.

Un altro cambiamento che farà la gioia di chi utilizza monitor 4K è il supporto al fractional scaling. Da ora non sarà più necessario scegliere tra un fattore di scala del 100% o del 200% ma sarà possibile selezionare dei valori intermedi come ad esempio 125% o 150%.

Ma la cosa più bella dell’ultima release di Ubuntu è l’introduzione del tema scuro! Finalmente è possibile modificare con un solo click l’aspetto complessivo del sistema. Da nautilus (per esplorare i file) a gedit (il text editor), dal pannello delle impostazioni a firefox ora tutto il sistema utilizzerà consistentemente i colori scuri.
L’ultima release di Ubuntu è un piacere per gli occhi per me che adoro il tema scuro.

Qualche bug

L’ultima versione di Ubuntu però non è perfetta e nel corso di questo mese ho notato anche qualche bug minore durante il mio utilizzo giornaliero.

Partiamo dal più fastidioso, il tema scuro di gedit rende praticamente illeggibile il testo in quanto, nel momento in cui viene selezionata una riga, questa viene evidenziata di bianco con il testo bianco. L’unica soluzione per aggirare il problema e leggere il testo è selezionare tutto il testo. Speriamo in una patch a breve.

Testo bianco con evidenziazione bianca. Decisamente poco leggibile.

Un’altra piccolezza piuttosto fastidiosa è il fatto che da nautilus non è possibile trascinare con il mouse i file sul desktop. Non capisco se è una scelta di progetto o un bug ma spero che gli sviluppatori di Canonical riescano a risolvere anche questo problema.

Ma il problema più fastidioso è che a volte, quando a fine giornata arresto il sistema, il processo di chiusura del sistema operativo si inchioda ed è necessario attendere diversi minuti prima che si spenga completamente. Sospetto che possa essere un bug legato ai driver proprietari di nvidia ma nulla che non possa essere risolto con una patch.

Ma quindi devo aggiornare?

Secondo me se non fai uso di software particolari puoi aggiornare senza troppi pensieri all’ultima versione per godere di una versione che non rivoluziona il modo di lavoro ma rifinisce vari aspetti del sistema operativo che lo rendono più efficiente e più piacevole da utilizzare.

Se utilizzi un sistema a 32bit tuttavia non potrai aggiornare direttamente ad Ubuntu 20.04 visto che gli sviluppatori hanno deciso di abbandonare questa vecchia architettura per concentrarsi unicamente nello sviluppo del sistema a 64bit.

In ogni caso Ubuntu 18.04 è ancora supportato fino al 2023 per cui se non vuoi rischiare l’aggiornamento o se non sei sicuro che il tuo hardware sia compatibile puoi posporre l’aggiornamento e farlo tranquillamente più avanti nel tempo.


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