Millewin: estrarre i pazienti con indirizzo email in anagrafica

Recentemente mi è stato chiesto se fosse possibile estrarre dal database di Millewin tutti i pazienti che avessero un indirizzo email salvato nell’anagrafica. Visto che la query può essere utile a tutti, di seguito ho riportato i passaggi necessari ad effettuare l’estrazione:

  1. Aprire Mille Utilità
    Per poter estrarre i dati dei pazienti con indirizzo email tramite una query SQL la prima cosa da fare è avviare Mille Utilità
  2. Aprire dal menù Statistiche, Impostazione Estrazioni SQL PersonaliAprire Estrazioni SQL Personali
  3. Aggiungere il codice SQL
    Premendo il pulsante Nuovo creare una nuova estrazione chiamata contatti pazienti e incollare nel campo Comando SQL il codice riportato sotto. Una volta fatto salvare il tutto con il bottone Salva
    Creazione del nuovo comando SQL
  4. Eseguire l’estrazione
    Premere il tasto Applica per eseguire l’estrazione. Il programma chiederà su quali dati eseguire l’estrazione. Selezionare l’intervallo di date di interesse e proseguire con il comando Avanti.
    Si aprirà una nuova schermata da cui è possibile eseguire l’estrazione mediante il pulsante Esegui posto in alto a destra.Confermare l'esecuzione del comando SQL con il pulsante esegui
  5. Salvare i dati in formato Excel
    A questo punto si aprirà una schermata contente i dati dei pazienti che hanno un indirizzo email associato.
    Da questa schermata è anche possibile esportare i dati mediante il pulsante Salva in alto a sinistra.
    Pulsante di salvataggio su file

Di seguito è riportato il codice da inserire nel campo Comando SQL descritto al punto 3:

select
	paz.cognome,
	paz.nome,
	paz.codice_fiscale,
	nos.pa_tel as tel,
	nos.tel_cell as cell,
	nos.email 
from
	pazienti paz left join nos_002 nos on paz.codice = nos.codice
	left join v_utenti med on nos.pa_medi = med.userid 
where 
	med.codice_regionale ilike '%'
	and paz.pa_convenzione = 'S'
	and nos.pa_drevoca IS NULL
	and paz.decesso IS NULL
	and nos.email IS NOT NULL 
order by
	paz.cognome,
	paz.nome;

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Ubuntu 20.04 disponibile al download! 🎉

La mia scrivania

Ubuntu 20.04 Focal Fossa è stato appena rilasciato! Questa è l’ultima versione LTS del famoso sistema operativo open source con supporto fino al 2025.

Bando alle ciance, se non vuoi perdere tempo procedi subito con il download dell’ultima versione tramite il link sottostante:

Novità

Sebbene il rilascio ufficiale sia oggi io è già da un mesetto che lo utilizzo quotidianamente sul mio PC del lavoro senza alcun problema. Per cui di seguito ti mostro le novità dell’ultima fatica di Canonical con qualche commento personale sul mio utilizzo.

NOTA: i miei commenti fanno riferimento al passaggio dalla versione 18.04 alla 20.04. Se hai aggiornato di volta in volta alla 18.10, 19.04 e 19.10 probabilmente avrai già notato alcuni dei cambiamenti che ho riportato.

Iniziamo a parlare dei miglioramenti sotto il cofano. L’ultima versione di Ubuntu utilizza il Kernel 5.4 che, oltre ai soliti miglioramenti alle performance e a migliorare il supporto all’hardware più recente, introduce il supporto nativo ai file system exFAT. Finalmente non sarà più necessario installare pacchetti aggiuntivi per leggere chiavette e memory card.
La mia vecchia guida su come montare i volumi exFat potrà finalmente andare in pensione.

Nonostante il Kernel 5.6 non fosse pronto per il rilascio di Ubuntu, gli sviluppatori di Canonical si sono comunque adoperati per fare il backport di WireGuard anche su Ubuntu 20.04. Per chi non lo conoscesse, WireGuard è un software che permette di connettersi a tunnel VPN senza bisogno di utilizzare tool esterni.

Passiamo ora all’avvio del sistema. Fin dalla pressione del tasto di avvio è possibile accorgersi dei miglioramenti fatti dagli sviluppatori. Infatti è stato introdotto un nuovo splash screen che mostra all’avvio il logo del produttore del computer. Inoltre la velocità di avvio del sistema è stata ulteriormente migliorata grazie all’introduzione di un nuovo algoritmo di compressione (lz4) del kernel e di intramfs.
Sul mio PC Ubuntu ora si avvia veramente in un lampo!

Arrivati alla schermata di accesso del sistema operativo è possibile accorgersi anche di altri piccoli miglioramenti all’usabilità. Innanzitutto non esiste più la “tendina” da trascinare verso l’alto per inserire la password. Gli sviluppatori hanno anche lavorato alla rifinitura della grafica. Ora è possibile vedere dalla schermata di blocco le notifiche arrivate e come background viene utilizzata un versione sfocata dello sfondo del desktop dell’utente.

Inserita la password di accesso, GNOME 3.36 ci accoglie in tutto il suo splendore. Chi proviene da Ubuntu 18.04 apprezzerà fin da subito la maggiore pulizia e la migliore cura dei dettagli nella UI.
Tra i miglioramenti più utili all’usabilità del sistema operativo c’è l’introduzione della modalità non disturbare. Attivando questa modalità tutte le notifiche verranno silenziate. Veramente utilissimo durante le presentazioni e durante le videochiamate di lavoro.

La nuova modalità non disturbare nel centro notifiche

Anche l’app switcher (alt+tab) è stato migliorato. Nella versione precedente di Ubuntu, aprendo due finestre di FireFox queste venivano raggruppate in un unico elemento. Ora invece ogni finestra ha la sua icona nello switcher.
Per me che utilizzo quasi esclusivamente alt-tab per cambiare finestra questa è veramente una manna dal cielo!

Sopra: Il vecchio task switcher che raggruppava i software; Sotto: il nuovo task switcher con un icona per ogni applicazione

Un altro cambiamento è stato fatto all’applicazione Ubuntu Store che è stata rimpiazzato con il più moderno Snap Store. A prima vista potrebbe sembrare quasi la stessa cosa ma a parte il lavoro di bug-fix e di miglioramento generale, il nuovo Snap Store permette di avere delle funzionalità più avanzate (ad esempio è possibile selezionare quale versione del pacchetto installare).

Il nuovo Snap Store permette di selezionare la versione del software installare.

Un altro cambiamento che farà la gioia di chi utilizza monitor 4K è il supporto al fractional scaling. Da ora non sarà più necessario scegliere tra un fattore di scala del 100% o del 200% ma sarà possibile selezionare dei valori intermedi come ad esempio 125% o 150%.

Ma la cosa più bella dell’ultima release di Ubuntu è l’introduzione del tema scuro! Finalmente è possibile modificare con un solo click l’aspetto complessivo del sistema. Da nautilus (per esplorare i file) a gedit (il text editor), dal pannello delle impostazioni a firefox ora tutto il sistema utilizzerà consistentemente i colori scuri.
L’ultima release di Ubuntu è un piacere per gli occhi per me che adoro il tema scuro.

Qualche bug

L’ultima versione di Ubuntu però non è perfetta e nel corso di questo mese ho notato anche qualche bug minore durante il mio utilizzo giornaliero.

Partiamo dal più fastidioso, il tema scuro di gedit rende praticamente illeggibile il testo in quanto, nel momento in cui viene selezionata una riga, questa viene evidenziata di bianco con il testo bianco. L’unica soluzione per aggirare il problema e leggere il testo è selezionare tutto il testo. Speriamo in una patch a breve.

Testo bianco con evidenziazione bianca. Decisamente poco leggibile.

Un’altra piccolezza piuttosto fastidiosa è il fatto che da nautilus non è possibile trascinare con il mouse i file sul desktop. Non capisco se è una scelta di progetto o un bug ma spero che gli sviluppatori di Canonical riescano a risolvere anche questo problema.

Ma il problema più fastidioso è che a volte, quando a fine giornata arresto il sistema, il processo di chiusura del sistema operativo si inchioda ed è necessario attendere diversi minuti prima che si spenga completamente. Sospetto che possa essere un bug legato ai driver proprietari di nvidia ma nulla che non possa essere risolto con una patch.

Ma quindi devo aggiornare?

Secondo me se non fai uso di software particolari puoi aggiornare senza troppi pensieri all’ultima versione per godere di una versione che non rivoluziona il modo di lavoro ma rifinisce vari aspetti del sistema operativo che lo rendono più efficiente e più piacevole da utilizzare.

Se utilizzi un sistema a 32bit tuttavia non potrai aggiornare direttamente ad Ubuntu 20.04 visto che gli sviluppatori hanno deciso di abbandonare questa vecchia architettura per concentrarsi unicamente nello sviluppo del sistema a 64bit.

In ogni caso Ubuntu 18.04 è ancora supportato fino al 2023 per cui se non vuoi rischiare l’aggiornamento o se non sei sicuro che il tuo hardware sia compatibile puoi posporre l’aggiornamento e farlo tranquillamente più avanti nel tempo.


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Lenovo t450s: Webcam si blocca su Windows 10

Logo lenovo

Hai un notebook Lenovo? Quando provi a fare una videochiamata con Skype dopo qualche secondo l’immagine proveniente dalla fotocamera del portatile si inchioda e rimane fissa per sempre?

Se ti sei trovato in questa situazione potresti essere incappato in un problema comune ai proprietari di portatili Lenovo della serie T400 e T500.

Io mi sono imbattuto in questa situazione con un amico che mi ha chiesto di verificare come mai non riuscisse a fare videochiamate con il suo nuovo Lenovo T450s.

Soluzione

In pratica, quello che gli succedeva era che dopo un paio di secondi l’immagine proveniente dalla webcam si bloccasse con un frame fisso. Anche il LED di stato della webcam lampeggiava una volta per poi spegnersi definitivamente. Fortunatamente la soluzione a questo problema richiede giusto 5 minuti ed un paio di modifiche al registro di sistema di Windows.

  • Aprire il registro di sistema di Windows
    Aprire l’editor del registro di sistema (regedit) cercandolo tra le applicazioni installate nel computer
Apertura del registro di sistema di Windows
  • Trovare la prima voce da aggiungere
    Navigare le voci del registro seguendo HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows Media Foundation\Platform
  • Aggiungere la prima voce
    Fare click destro -> nuovo -> valore DWORD (32 bit). Nominarlo EnableFrameServerMode e impostare il valore a 0
Aggiunta della prima chiave al registro di Windows
Aggiunta della prima chiave al registro di Windows
  • Trovare la seconda voce da aggiungere
    HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\WOW6432Node\Microsoft\Windows Media Foundation\Platform key
  • Aggiungere la seconda voce
    Fare click destro -> nuovo -> valore DWORD (32 bit). Nominarlo EnableFrameServerMode e impostare il valore a 0
Aggiunta della seconda chiave al registro di Windows
Aggiunta della seconda chiave al registro di Windows
  • Riavvia
    Affinché le modifiche effettuate abbiano effetto riavvia il computer.

Se tutto avrà funzionato correttamente d’ora in poi non avrai più problemi con la webcam del tuo portatile.


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Comprimere PDF su Linux utilizzando Ghostscript

Documenti da scansionare

Ti è mai capitato di dover scansionare un documento di diverse pagine e di accorgerti solo alla fine che il file PDF ottenuto abbia un peso spropositato?

A me è capitato giusto ieri. Dovevo mandare una serie di scartoffie al commercialista ma il file PDF che ho ottenuto risultava troppo pesante (11 MB) per il form di caricamento dei documenti (max 5MB).

Per risolvere questi tipi di problemi esistono vari servizi online che ti permettono di caricare il file PDF e di comprimerlo senza dover installare nulla nel tuo PC. Tuttavia, trattandosi di documenti privati ho pensato non fosse il caso di regalare così i miei dati ad un servizio che non so cosa combini con i documenti caricati dagli utenti.

Quindi mi sono arrovellato il cervello e mi sono chiesto: “Possibile che su Ubuntu non esista nulla che permette di comprimere i PDF direttamente dal terminale?

Ovviamente la risposta a tale domanda è: si, esiste il modo di comprimere i file PDF direttamente da terminale. E per farlo esiste il seguente non-troppo-semplice comando di GhostScript:

gs -sDEVICE=pdfwrite -dCompatibilityLevel=1.4 -dPDFSETTINGS=<LIVELLO-COMPRESSIONE> -dNOPAUSE -dQUIET -dBATCH -sOutputFile=<OUTPUT-FILE> <INPUT-FILE>

All’interno del comando devi sostituire:

  • <LIVELLO-COMPRESSIONE> rappresenta la qualità (e quindi la dimensione) del file finale. Sono ammessi i valori:
    • /screen minima qualità
    • /ebook qualità media
    • /printer buona qualità
    • /prepress massima qualità
  • <OUTPUT-FILE> è il nome del file compresso prodotto dal comando
  • <INPUT-FILE> è il nome del file da comprimere

PS: per avere più informazioni su tutti i possibili parametri di GhostScript ti basta digitare sul terminale man gs

Quindi per ottenere un buon rapporto qualità/peso ho deciso di utilizzare il livello di compressione /ebook tramite il seguente comando:

gs -sDEVICE=pdfwrite -dCompatibilityLevel=1.4 -dPDFSETTINGS=/ebook -dNOPAUSE -dQUIET -dBATCH -sOutputFile=documenti-ebook.pdf documenti.pdf

Statistiche

Utilizzando un documento da 11,6MB come prova ho ottenuto i seguenti risultati:

  • 536,5kB a qualità screen
  • 1,4MB in qualità ebook
  • 11,6MB in qualità printer
  • 11,6MB in qualità prepress

Come puoi vedere gli ultimi due livelli di compressione non hanno cambiato la dimensione del file ottenuto. Questo vuol dire che di default l’applicazione dello scanner utilizza printer come livello di compressione.

PDF ottenuti utilizzando i vari livelli di compressione
PDF ottenuti utilizzando i vari livelli di compressione

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